Autismo: colpisce fino a 1 bambino su 31. UniCamillus riunisce istituzioni ed esperti

1 bambino su 31 ha un disturbo dello spettro autistico, o ASD (dati Usa). Negli ultimi 22 anni, i casi segnalati dall’ADDM (Autism and Developmental Disabilities Monitoring) sono passati da 67 ogni 10.000 bambini nel 2000 a 322 ogni 10.000 nel 2022, quasi cinque volte in più in poco più di due decenni. Un dato che rende urgente sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’inclusione delle persone nello spettro autistico.

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 aprile, l’Università UniCamillus organizza un evento speciale per mettere al centro dignità, diritti e valore di ogni vita.

Il tema 2026 del World Autism Awareness Day è “Autismo e Umanità: ogni vita ha valore”.

L’iniziativa UniCamillus e il seminario con gli studenti

L’evento è promosso e coordinato dal Prof. Michele Sorrentino, Neuropsichiatra Infantile e docente UniCamillus, con il ruolo attivo degli studenti.

Dalle 14:00 alle 15:00 si svolgerà infatti il seminario dal titolo “Disturbo dello Spettro Autistico: fatti, miti, controversie e prospettive”. Qui gli studenti guideranno il confronto con gli insegnamenti del Prof. Sorrentino su dati epidemiologici e clinici, principali controversie scientifiche e strategie diagnostiche e di intervento. L’obiettivo è rendere accessibili dati, evidenze e concetti chiave al pubblico, con un’esperienza di divulgazione scientifica partecipata.

Dibattito pubblico: dall’intervento precoce al progetto di vita

Dalle 15:00 alle 16:00 si terrà il dibattito pubblico “Disturbo dello Spettro Autistico: dall’intervento precoce al progetto di vita”, promosso dal Prof. Sorrentino. L’incontro vedrà la partecipazione di importanti figure istituzionali, accademiche e associative: apriranno il dibattito con un videomessaggio la Ministra Alessandra Locatelli, titolare del dicastero per le Disabilità del Governo Italiano e il Dott. Giovanni Lo Storto, già Direttore Generale LUISS Guido Carli, Senior Advisor della Corporate Academy FS e Consigliere di Amministrazione di Pirelli e Banca Mediolanum; interverranno in presenza il Dott. Danilo Catania, Vicepresidente ANGSA Lazio; la Dott.ssa Rita Valentini, Presidente del Gruppo Asperger Lazio ODV e Consigliera del Gruppo Asperger APS; il Prof. Francesco Di Salle, Professore Ordinario di Neuroscienze presso l’Università degli Studi di Salerno.

Ministra Locatelli: innovare servizi e sostenere le famiglie con ASD

«Il 2 aprile è la Giornata Internazionale sui Disturbi dello Spettro Autistico, un’occasione per far conoscere il grande lavoro svolto dal Governo con la Riforma sulla Disabilità e i Progetti di Vita, per innovare i servizi, sostenere le famiglie e creare nuove opportunità – afferma nel messaggio la Ministra Locatelli – Ogni anno affrontiamo temi diversi dell’ASD per riunire esperti, associazioni, famiglie e persone con ASD, parlando di formazione, lavoro, autonomia e vita indipendente. Stiamo elaborando buone pratiche anche per i casi più complessi e puntiamo a modelli di presa in carico flessibili e inclusivi. Questa è la strada giusta».

Comprendere la complessità dell’autismo

«Il Disturbo dello Spettro Autistico è una condizione neuroevolutiva complessa e permanente, caratterizzata da difficoltà persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale, insieme a interessi ristretti e schemi di comportamento ripetitivi – spiega il Prof. Sorrentino – Il 70% ha almeno un disturbo mentale associato, il 40% due o più, tra cui disabilità intellettiva, ADHD, disturbi dell’umore, ansia, e altre condizioni mediche».

L’incremento dei casi è dovuto ai cambiamenti nei criteri diagnostici, all’aumento della capacità diagnostica e alla maggiore consapevolezza pubblica. «L’ASD è un disturbo multifattoriale: il contributo dei fattori genetici è circa l’80% mentre il 20% dipende da fattori ambientali» aggiunge Sorrentino.

Il Professore chiarisce anche la complessità clinica: «Con il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), diversi disturbi prima separati sono rientrati nello spettro autistico, con quadri molto diversi tra loro. Alcuni ricercatori propongono di distinguere l’autismo “prototipico” o classico dall’autismo sindromico, cioè legato ad altre malattie genetiche; i ricercatori dell’Università di Princeton hanno provato a suddividerlo in quattro sottogruppi, considerando sintomi, comorbidità, ritardi dello sviluppo e fattori genetici».

Autismo: come riconoscerlo, diagnosticarlo e trattarlo

«Individuare precocemente i segnali di rischio è fondamentale per intervenire tempestivamente e ridurre l’impatto del disturbo – continua Sorrentino – I bambini che in futuro svilupperanno l’ASD mostrano già nei primi mesi differenze nella comunicazione sociale e nell’attenzione sociale, nello sguardo, nelle espressioni facciali, nei gesti, nei suoni e nel sorriso sociale, oltre che nelle abilità motorie».
Strumenti come l’M-CHAT-R/F, ma soprattutto la SACS e l’app ASDetect aiutano a individuare questi segnali, attraverso comportamenti sociali tipici come il contatto visivo, l’imitazione, la risposta al nome, il pointing, il sorriso sociale e le prime forme di conversazione. Tuttavia, «pur essendo validi scientificamente, non sono ancora sufficientemente diffusi» sottolinea Sorrentino. La diagnosi resta clinica, basata sull’osservazione e sul colloquio, con alcuni strumenti standardizzati a supporto»
«L’intervento deve essere precoce e globale, coinvolgendo i genitori e il nucleo familiare, adattandosi alle esigenze individuali del bambino – aggiunge il Prof. Sorrentino – I modelli scientificamente validati includono approcci comportamentali (ABA), misti comportamentali-neuroevolutivi (ESDM, JASPER), neuroevolutivi (DIR) e programmi centrati sui genitori (PACT-G)».

Inclusione e valorizzazione delle differenze

«L’inclusività richiede una trasformazione creativa – spiega il Dott. Giovanni Lo Storto – Dobbiamo passare dal Lifelong Learning (imparare per tutta la vita) al Life LargeLearning: un apprendimento che si espande in ‘larghezza’, includendo esperienze, relazioni e umanità. La diversità non è un filtro o una barriera, ma una sinergia capace di modificare il nostro modo di pensare».

Lo Storto porta esempi concreti: «Includere significa riconoscere che l’altro ha un nome, un cognome e una storia. L’inclusività non si impara sui libri, ma ‘sporcandosi le mani’. Esperienze come l’orto-terapia con ragazzi nello spettro autistico hanno dimostrato che, se inseriti in un ambiente che valorizza le loro possibilità, smettono di essere percepiti come un ‘problema’ per diventare una risorsa. L’orto condiviso diventa uno spazio dove le differenze sfumano e si impara a collaborare per un bene comune».
«Indipendentemente dagli stereotipi o dalle etichette che la società tende a creare, ogni persona ha un modo unico di percepire, pensare e interagire con il mondo – afferma il Rettore Profita – Le definizioni cliniche, come nel caso dell’autismo ad esempio, non possono ridurre la complessità di un individuo. Ogni esperienza è unica e irripetibile. Il nostro compito è creare percorsi che permettano a ciascuno di esprimere pienamente le proprie capacità, valorizzando ciò che lo rende unico. Riconoscere e sostenere queste differenze individuali è ciò che rende la società più giusta, inclusiva e ricca. Essere diversi tra noi non è un limite, ma un arricchimento per tutti».