Carenza di infermieri: formazione specialistica e valorizzazione per rendere la professione attrattiva

Al webinar di UniCamillus con Randstad Italia, UIL FP Nazionale e Clinica Madonna della Fiducia si è parlato di carenza di personale, retribuzioni, nuove responsabilità e prospettive di carriera.

Secondo le stime della Corte dei conti, riprese dalla FNOPI, in Italia mancano almeno 65.000 infermieri, mentre il sistema sanitario deve rispondere a bisogni assistenziali sempre più complessi. Come rendere la professione più attrattiva? Quali competenze serviranno? E che ruolo può avere la formazione specialistica?

Sono le domande al centro del webinar “Infermieri del futuro. Percorsi formativi e prospettive professionali per orientare la tua carriera”, promosso il 28 settembre 2026 da UniCamillus insieme a Randstad Italia, UIL FP Nazionale e Clinica Madonna della Fiducia. Un confronto tra università, mondo del lavoro, sindacato e realtà assistenziali pensato per dare a studenti e professionisti strumenti utili a orientare le proprie scelte.

Gianni Profita: «L’università farà tutto il possibile per sostenere la professione infermieristica»

Il Rettore di UniCamillus, Gianni Profita, ha ribadito l’impegno dell’Ateneo a sostegno degli infermieri: «Da parte dell’Università l’attenzione verso la professione infermieristica è massima. Faremo tutto il possibile per sostenerne il ruolo e lo faremo senza indugio».

Profita ha richiamato l’importanza di una collaborazione efficace tra le diverse figure sanitarie, nel rispetto delle competenze di ciascuna, e della centralità degli infermieri nello sviluppo dell’assistenza territoriale e delle Case della comunità. Un’evoluzione che richiede anche adeguate opportunità di crescita e riconoscimento professionale.

Il Rettore ha infine evidenziato il valore del dialogo tra università e organizzazioni sindacali già durante il percorso formativo, affinché gli infermieri possano essere accompagnati anche nella transizione verso il mondo del lavoro: «L’infermiere deve sentirsi sostenuto non soltanto durante gli studi, ma anche quando entra nel mondo del lavoro».

Laura Schieroni (Randstad): «Un master è un’opportunità per compiere un passo avanti nella propria carriera»

Per Laura Schieroni, Head of Healthcare di Randstad Italia, il legame tra formazione e occupazione è decisivo: «Oggi non cerchiamo soltanto professionisti preparati, ma persone capaci di gestire e guidare situazioni complesse».

In questo quadro, la formazione specialistica «non rappresenta semplicemente un titolo in più da aggiungere al curriculum», ma permette di acquisire competenze specifiche. Il ruolo di Randstad è accompagnare i professionisti dalla formazione al lavoro, favorendo l’incontro tra competenze e opportunità. «Investire nella formazione specialistica significa investire nel futuro della sanità».

Andrea Migliorati (Randstad): «Non basta offrire un posto di lavoro»

Reclutare è una priorità, ma non basta: bisogna anche riuscire a trattenere i professionisti. Andrea Migliorati, Specialty Manager Healthcare di Randstad, ha ricordato che il valore degli infermieri nasce dall’incontro tra solida preparazione scientifica e competenze umane nella relazione con il paziente, a cui si aggiungono flessibilità e capacità di lavorare in équipe.

Sul piano economico, secondo Randstad le retribuzioni annue lorde a inizio carriera si collocano indicativamente tra 24.000 e 26.000 euro, e possono arrivare a 28.000-32.000 euro con l’esperienza, in base a contratto, struttura e ruolo.

Per questo, ha concluso, occorre proporre «un progetto professionale di valore, fondato su condizioni adeguate, flessibilità e opportunità di crescita».

Simone Selvaggio (UIL FP): «La valorizzazione passa dal riconoscimento delle competenze»

Simone Selvaggio, Responsabile Formazione UIL FP Nazionale, ha definito la scarsa attrattività della professione un problema concreto: «In Italia le retribuzioni sono relativamente basse rispetto a quelle di molti altri Paesi OCSE e persiste una significativa carenza di personale».

Ha poi richiamato l’importanza di riconoscere le competenze anche attraverso adeguati trattamenti economici e opportunità di crescita, soffermandosi sulle criticità che la UIL FP individua nell’introduzione della figura dell’assistente infermiere.

Tra le prospettive di sviluppo, ha indicato la pratica infermieristica avanzata, che valorizza competenze cliniche specialistiche nella gestione dei pazienti, soprattutto con patologie croniche. Questo modello può rafforzare la continuità assistenziale e l’integrazione tra ospedale e territorio, attraverso percorsi formativi specifici e responsabilità professionali definite.

Per sviluppare concretamente questa prospettiva, è necessario definire percorsi formativi riconosciuti, competenze distintive, ambiti di autonomia e responsabilità professionali, nonché adeguati riconoscimenti contrattuali ed economici. Il consiglio di Selvaggio ai futuri professionisti: «Conoscere il proprio contratto, i propri diritti e i propri doveri».

Silvia Falbo (Clinica Madonna della Fiducia): «La formazione non deve fermarsi alla laurea triennale»

Dal punto di vista assistenziale, Silvia Falbo, Coordinatrice infermieristica della Clinica Madonna della Fiducia, ha messo al centro la qualità delle cure: «Il principio che deve guidare il professionista è lo stesso, ossia garantire la migliore assistenza possibile a ogni paziente, indipendentemente dal fatto che si tratti di regime pubblico o privato».

Per questo la formazione continua è indispensabile: «Continuare a studiare e frequentare master permette di sviluppare nuove competenze, crescere professionalmente e aspirare a maggiori opportunità, anche sul piano economico».

Orientarsi nel futuro professionale

Il webinar è stato moderato da Fabio D’Agostino, Professore associato UniCamillus, Presidente del Corso di Laurea in Infermieristica e Direttore dei Master in Infermieristica in Area Critica e in Management per le Funzioni di Coordinamento nell’Area delle Professioni Sanitarie. Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Bruno, Responsabile Sviluppo Master UniCamillus: «Gli studenti hanno bisogno di risposte concrete e di indicazioni utili per costruire il proprio futuro professionale».

Il messaggio emerso è chiaro: contro la carenza di infermieri non basta formare nuovi professionisti. Serve valorizzarne il ruolo, riconoscerne competenze e responsabilità e costruire prospettive di carriera concrete, con la collaborazione di università, imprese, sindacati e strutture sanitarie.

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Guarda il video del Webinar “Infermieri del futuro. Percorsi formativi e prospettive professionali per orientare la tua carriera”