Durante le festività natalizie, la tavola si riempie di piatti tipici (di certo non ipocalorici!) e dessert irresistibili. È normale chiedersi quanto questo possa influenzare il nostro colesterolo e, di conseguenza, la salute cardiovascolare. Abbiamo parlato con il Prof. Marco Marchetti, Docente di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate presso l’Università UniCamillus, per capire come gestire questo periodo senza troppi timori.
Colesterolo e feste: i falsi allarmismi
«Come dice il vecchio detto, non si ingrassa tra Natale e Capodanno ma tra Capodanno e Natale – specifica il Prof. Marchetti, sottolineando che, anche per il colesterolo, non c’è un innalzamento immediato e repentino dei suoi livelli – Questo perché il colesterolo in parte viene prodotto dal nostro corpo e in parte arriva dagli alimenti, ma la quantità che assumiamo con il cibo è solo una piccola parte. Quindi, qualche pasto ricco durante le feste può far aumentare un po’ il colesterolo, ma il vero problema è avere un’alimentazione disordinata per molto tempo».
In altre parole, qualche strappo alla regola durante le feste non rappresenta un pericolo immediato. Ma quali segnali darebbe un eventuale picco di colesterolo? «Il colesterolo alto sintomi non ne dà. Quando però diventa elevato per lungo periodo, possono esservi dei cambiamenti nell’organismo. Ad esempio, possono formarsi placche arteriosclerotiche che ostruiscono le arterie. Inoltre, le iridi presentano un bordo bianco nel contorno, ma parliamo di colesterolo particolarmente elevato e da parecchio tempo!» rassicura Marchetti.
Colesterolo e trigliceridi. Facciamo chiarezza
Non tutto il colesterolo è nocivo. «Esistono due principali tipologie di colesterolo: il “buono“, ossia il colesterolo HDL o High-Density Lipoprotein, e il “cattivo”, ossia il colesterolo LDL o Low-Density Lipoprotein – spiega il Docente – Pur essendo entrambi importanti, hanno ruoli diversi: il colesterolo HDL aiuta a rimuovere il grasso in eccesso dai vasi sanguigni, mentre il colesterolo LDL può contribuire alla formazione di placche nelle arterie. Per valutare correttamente il rischio cardiovascolare, è quindi utile considerare il profilo lipidico completo, prestando particolare attenzione alla frazione ldl e al suo stato di ossidazione, che riflette anche altri fattori dell’alimentazione e dello stile di vita». Lo stato di ossidazione indica quanto il colesterolo LDL è stato “attaccato” dai radicali liberi nel sangue: più è ossidato, maggiore è il rischio che si accumuli nelle arterie e favorisca la formazione di placche.
I trigliceridi, invece, meritano un’attenzione particolare, perché sono più sensibili agli eccessi alimentari a breve termine. Ma cosa sono? Se il colesterolo è un grasso presente nel sangue utile a costruire cellule e ormoni, con frazioni “buone” e “cattive”, i trigliceridi sono un altro tipo di grasso usato principalmente come riserva di energia.
«I trigliceridi svolgono funzioni fisiologiche fondamentali: trasportano gli acidi grassi e costituiscono una riserva energetica. A Natale, però, possono aumentare rapidamente, perché l’alimentazione sregolata incide subito su di essi, prima ancora che sul colesterolo» evidenzia Marchetti.
Strategie per un Natale sereno… anche a tavola!
Cosa significa tutto questo per chi ha già problemi di colesterolo alto? «Non si tratta di vietare cibi solo a Natale – precisa il Prof. Marchetti – Non esiste un alimento “sbagliato” in assoluto: ciò che conta è la frequenza e la quantità. Alimenti ricchi di grassi saturi, colesterolo (come carne, burro, formaggi) e zuccheri semplici hanno un impatto maggiore. I dolci natalizi, ad esempio, contengono burro e zuccheri, diventando così fonti di colesterolo o precursori dello stesso»
Per fortuna, esistono strategie per limitare l’assorbimento dei grassi e proteggere il profilo lipidico anche durante le feste. «Alcuni alimenti o integratori possono fare la differenza: la monacolina K del riso rosso fermentato ha un effetto simile a quello di un farmaco, l’avena contiene betaglucano, che aiuta a ridurre i livelli lipidici e l’assimilazione dei glucidi. Gli acidi grassi Omega-3 – presenti nel pesce grasso, nei semi, nelle noci e in alcuni oli vegetali – inoltre, tengono sotto controllo i trigliceridi. L’importante è adottare queste strategie in maniera costante e con il supporto di un professionista, evitando il fai-da-te» illustra l’esperto.
Il messaggio finale del Prof. Marchetti, dunque, è chiaro e rassicurante: «A Natale si può godere dei piaceri della tavola senza sensi di colpa, soprattutto se gli eccessi sono concentrati in questo periodo. La vera salute non nasce da divieti rigidi o da privazioni continue, ma dall’equilibrio tra corpo e mente: concedersi momenti di piacere fa bene tanto quanto prendersi cura di sé».



