Ictus, ogni minuto può fare la differenza: a UniCamillus esperti a confronto

Dai nuovi dati sull’ictus in Italia al ruolo del sonno e delle reti di emergenza: il 29 ottobre il convegno “Stroke 2026” riunisce specialisti, istituzioni e pazienti. Tra i protagonisti Andrea Vianello, giornalista Rai e presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV, che porterà la prospettiva di chi ha vissuto un ictus.

Roma, 29 ottobre 2026 – In occasione della Giornata mondiale dell’ictus, giovedì 29 ottobre, dalle 14:00 alle 17:00, l’Aula Magna Auditorium dell’Università UniCamillus ospita “Stroke 2026: prevenzione, innovazione e organizzazione delle reti tempo-dipendenti”, il seminario del 4° Ciclo di Conferenze di Terza Missione “Dove la Scienza incontra la Società”.


Il fattore tempo: la sfida che può cambiare l’esito

In Italia si registrano circa 100mila nuovi casi di ictus ogni anno e oltre un milione di persone convive con gli esiti della malattia. Sono i dati diffusi da A.L.I.Ce. Italia ODV e ISA-AII (Italian Stroke Association – Associazione Italiana Ictus) in occasione della Giornata mondiale dell’ictus 2026. L’ictus è una delle principali cause di morte e disabilità e richiede risposte tempestive, dalla prevenzione al riconoscimento dei sintomi, fino all’accesso alle terapie più appropriate. Eppure, secondo ISA-AII, solo il 50-70% dei pazienti accede a una Stroke Unit, il reparto specializzato nella gestione dell’ictus. Lo Stroke Action Plan for Italy si pone l’obiettivo di trattare almeno il 90% delle persone colpite da ictus in queste strutture entro il 2030. È proprio da queste sfide che prende forma il seminario promosso da UniCamillus.


Dalla voce dei pazienti alla risposta delle istituzioni

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Rettore di UniCamillus, Gianni Profita, e di Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma. Seguirà l’introduzione di Barbara Tavazzi, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, prima di dare spazio alla voce dei pazienti con Andrea Vianello, giornalista Rai e presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV, che porterà la prospettiva di chi ha vissuto un ictus.

«Con il ciclo di conferenze Dove la Scienza incontra la Società, UniCamillus vuole rendere concreto il significato della Terza Missione dell’Università: non soltanto produrre e trasmettere conoscenza, ma metterla in dialogo con le istituzioni, i professionisti e i cittadini, affinché possa tradursi in un beneficio reale per la collettività – dichiara il Rettore Profita – L’ictus è un esempio emblematico di quanto ricerca scientifica, prevenzione e organizzazione delle cure siano determinanti per la salute delle persone. Con questo incontro, vogliamo contribuire a rafforzare il dialogo tra università e sistema sanitario su una sfida che riguarda da vicino l’intera società».

«Nella giornata mondiale per la lotta all’ictus sono importanti le iniziative come quella di Unicamillus, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sia fondamentale il fattore tempo – spiega Andrea Vianello – L’ictus è tra le prime cause di morte nel nostro Paese, ma la prima causa di disabilità. Riconoscere i sintomi e intervenire nel minore tempo possibile oggi può salvare il nostro cervello, ed evitare o diminuire i danni provocati. Serve una cultura diffusa della prevenzione e della consapevolezza per contrastare un nemico così insidioso, mettendo al centro del sistema sanitario non solo prevenzione e cura, ma anche il ruolo cruciale della riabilitazione».


Prevenire l’ictus: riconoscere i fattori di rischio prima dell’emergenza

Il programma entrerà nel vivo con una prima sessione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Gli interventi affronteranno l’epidemiologia dell’ictus e le strategie di prevenzione nella popolazione, il rapporto tra sonno e vasculopatie cerebrali e il ruolo delle malattie neuroinfiammatorie nel rischio vascolare. La seconda sessione sarà invece incentrata sull’innovazione nella gestione dell’ictus acuto, con approfondimenti sull’organizzazione delle Stroke Unit, sui percorsi tempo-dipendenti, sulle terapie endovascolari e sulla trombectomia meccanica, fino al contributo della neurochirurgia nelle emergenze cerebrovascolari.


Una rete di cure in cui ogni minuto conta

Un elemento centrale del seminario sarà l’attenzione ai percorsi tempo-dipendenti: nell’ictus acuto, infatti, il riconoscimento dei sintomi e l’accesso tempestivo a strutture specializzate sono fondamentali per valutare e avviare il trattamento più appropriato. L’organizzazione delle reti assistenziali e il coordinamento tra i diversi professionisti rappresentano quindi aspetti essenziali per migliorare la gestione dell’emergenza cerebrovascolare. 

La sessione speciale Studenti per la Ricerca vedrà protagonisti due studenti del VI anno di Medicina, che presenteranno casi clinici sull’ictus ischemico, tra percorso diagnostico-terapeutico e gestione multidisciplinare dell’emergenza, valorizzando il legame tra formazione e ricerca.

Il seminario si concluderà con una sintesi dei lavori e una riflessione sulle prospettive di miglioramento della prevenzione e della gestione dell’ictus ischemico acuto, a cura di Andrea Romigi, Professore Associato di Neurologia presso UniCamillus e Responsabile del Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, e Marta Iacobucci, Docente di Neuroradiologia UniCamillus e Dirigente Medico UOSD Neuroradiologia Diagnostica Interventistica AOU Policlinico Umberto I di Roma.

«Prevenire l’ictus vuol dire guardare anche dove di solito non si guarda. Il sonno è uno di questi ambiti: apnee notturne e sonno disturbato aumentano il rischio vascolare, ma sono ancora troppo spesso trascurati. Riconoscerli e trattarli per tempo può evitare l’emergenza» dichiara il Prof. Andrea Romigi.

Se la prevenzione è la prima linea di difesa, la seconda è la qualità della risposta in acuto. Su questo punto interviene la Prof.ssa Marta Iacobucci: «Oggi abbiamo terapie endovascolari molto efficaci, ma funzionano davvero solo se il paziente arriva in tempo nel posto giusto. La vera sfida è l’organizzazione: una rete tempo-dipendente ben coordinata, in cui neurologi, neuroradiologi e neurochirurghi lavorano insieme. Ogni minuto guadagnato si traduce in una prognosi e in una qualità di vita migliori».


Partecipanti

Oltre ai nomi già citati, partecipano all’evento, in ordine alfabetico: Sabrina Anticoli, Direttrice UOC Stroke Unit, Ospedale San Camillo, Roma; Manuela De Michele, Dirigente Medico UOSD Unità di Trattamento Neurovascolare, AOU Policlinico Umberto I, Roma; Luigi Grimaldi, Docente UniCamillus e Primario dell’UOC di Neurologia Fondazione Istituto S. Raffaele Giglio di Cefalù; Enrico Pampana, Direttore UOC Neuroradiologia, Ospedale San Camillo, Roma; Francesca Romana Pezzella, Direttrice UOC Neurologia, Ospedale Santa Maria Goretti, Latina; Antonio Salerno, Direttore UOC Neurologia, Ospedale San Giovanni, Roma; Stefano Signoretti, Docente UniCamillus, Direttore UOC Neurochirurgia ASL Roma 2.


Locandina evento 29 ottobre 2026: “World Stroke Awareness Day 2026. Stroke 2026: prevenzione, innovazione e organizzazione delle reti tempo-dipendenti“.