Tabacco, droghe e nuove dipendenze: UniCamillus guida il confronto tra scienza, allarme sanitario e scenari globali

All’Università UniCamillus il convegno “Sostanze d’abuso, nuovi prodotti del tabacco e prevenzione”: evidenze scientifiche, impatto sanitario e nuove sfide per la prevenzione

Nel mondo si contano 1,3 miliardi di consumatori di tabacco, responsabili di più di 7 milioni di morti ogni anno, tra cui circa 1,6 milioni di non fumatori esposti al fumo passivo (OMS). Inoltre, accanto alle sigarette tradizionali aumentano sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e policonsumo (nicotina, alcol e cannabis), sempre più diffusi soprattutto tra i giovanissimi.

È in questo scenario che l’Università UniCamillus organizza il convegno “Sostanze d’abuso, nuovi prodotti del tabacco e prevenzione”, con il patrocinio della Società Italiana di Farmacologia (SIF) e con la presenza di esperti in farmacologia, tossicologia e neuroscienze. L’obiettivo è analizzare le evidenze più recenti sui danni sistemici di tali sostanze e le strategie di prevenzione per le nuove generazioni.

Nuove dipendenze, danni sanitari e quadro scientifico

«Il quadro che emerge dai più recenti dati internazionali ed europei mostra un fenomeno davvero preoccupante per i nostri ragazzi: in Europa circa un adolescente su tre ha provato sigarette tradizionali e oltre il 40% ha sperimentato sigarette elettroniche almeno una volta, secondo i dati ESPAD – allerta Gianni Profita, Rettore di UniCamillus che apre l’evento con i saluti istituzionali – In Italia, le sorveglianze ISS-HBSC indicano che circa il 13% degli adolescenti utilizza e-cig, mentre il consumo di tabacco riguarda quasi un giovane su cinque, con una diffusione sempre più evidente del policonsumo tra nicotina, alcol e cannabis». 

Gli effetti di questi numeri sono devastanti. «La letteratura scientifica conferma che circa il 30% della mortalità per tumore è attribuibile al tabacco – sostiene la Luisa Petraccia, Docente UniCamillus di Medicina Interna e coordinatrice scientifica dell’evento – In Italia, l’AIOM stima ogni anno circa 33.569 decessi per cancro negli uomini e 9.922 nelle donne correlati al fumo, con una riduzione media dell’aspettativa di vita di circa 12 anni nei fumatori rispetto ai non fumatori». 

La docente ricorda inoltre che il Surgeon General Report 2020 ha ampliato il quadro dei tumori fumo-correlati, includendo oltre alle sedi classiche anche stomaco, colon-retto, fegato, rene, cervice uterina e leucemia mieloide acuta. Il fumo resta la principale causa oncologica evitabile, e la cessazione rappresenta l’intervento più efficace di prevenzione primaria.

Impatto sociale, criminalità e prevenzione

Il mondo delle dipendenze non è legato solo a quello delle patologie, ma anche a quello dei reati. «Le circa 1.000 sostanze stupefacenti oggi presenti sul mercato, con l’individuazione di pressappoco 50 nuove sostanze all’anno, rendono sempre più complessa la classificazione delle droghe e la distinzione tra “leggere” e “pesanti”, poiché molte sostanze attuali presentano un’elevata pericolosità – afferma Antonio Pignataro, già Questore della Repubblica e Dirigente Generale di P.S., oggi Consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché autore della relazione magistrale in questo incontro – Le esperienze di liberalizzazione della cannabis in alcuni Paesi mostrano aumento degli accessi ai pronto soccorso, delle risse e dei reati, oltre 100.000 morti annui e un incremento dei costi sanitari. Secondo i dati disponibili, in Italia circa il 70–80% dei reati, il 70–80% dei conflitti familiari e una quota dei femminicidi risulterebbero collegati al consumo di sostanze stupefacenti. Alla luce di questi elementi, il contrasto alla droga deve essere affrontato attraverso prevenzione, informazione e tutela della salute pubblica, con l’obiettivo di proteggere le giovani generazioni e rafforzare la sicurezza sociale».

«I dati su incidenza oncologica e criminalità restano particolarmente pesanti, e il mondo accademico e scientifico è chiamato a mantenere alta l’attenzione, con un impegno che riguarda in modo diretto anche la formazione dei futuri medici, chiamati a confrontarsi sempre più precocemente con le nuove forme di dipendenza e con la loro complessità clinica, preventiva ed educativa, rafforzando un approccio basato sulle evidenze» conclude il Prof. Profita.

Moderatori e relatori del convegno

Partecipano al convegno in qualità di moderatori: Andrea Mastrostefano, Dirigente Medico Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica del Nucleo Operativo per le Alcol Dipendenze dell’Azienda Sanitaria Territoriale (ASST) Ovest Milanese; Gabriella Vivino, Docente di Anestesia e Rianimazione, Ricercatrice e Dirigente Medico già Responsabile del Centro Antiveleni del Policlinico Umberto I.

Si susseguono inoltre le relazioni di Maria Caterina Grassi, Docente di Farmacologia e Tossicologia Clinica della Sapienza Università di Roma; Maria Papale, Dirigente Medico e Direttrice della UOSD di Fisiopatologia Respiratoria dell’IFO IRCCS di Roma; Sergio Terracina, Dirigente Medico della UOC di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica della A.O.U. Sant’Andrea di Roma; Ferdinando Nicoletti, Docente di Farmacologia e Tossicologia Clinica della Sapienza Università di Roma e Direttore del Centro di Ricerca Neuromed IRCCS Pozzilli Isernia; Giuseppe Caruso, Docente di Farmacologia e Tossicologia Clinica dell’Università UniCamillus e dell’Unità di Biologia e Ricerca Preclinica, IRCCS San Camillo di Venezia; Lucia Buccarello, Docente di Biologia Molecolare, Ricercatrice Tenure-Track della Facoltà Dipartimentale di Medicina UniCamillus e dell’Unità di Biologia e Ricerca Preclinica, IRCCS San Camillo di Venezia.